Sono trascorsi vent’anni da quel 9 novembre 1989, da quello che lo stesso cancelliere Merkel ha definito ‘il giorno più felice della recente storia tedesca’ e Berlino è ansiosa di commemorarlo.
Il Berliner Mauer è stato oggetto di fraintendimenti e confusione sin dal suo concepimento. Basti pensare alla dichiarazione lasciata il 15 giugno 1961 dal Presidente del Consiglio di Stato della RDT (Repubblica Democratica Tedesca) Walter Ulbricht, “nessuno ha intenzione di costruire un muro”. Per tutta risposta, all’alba del 13 agosto, neanche due mesi dopo, vennero eretti sbarramenti provvisori ai confini dei settori tra Berlino Est e Berlino Ovest e venne strappato il fondo stradale alle strade di collegamento per Berlino Ovest.
Nello stesso clima d’incertezza è stata partorita la decisione dell’abbattimento del Muro. Günter Schabowski, responsabile a Berlino della SED (Partito Socialista Unificato di Germania), la sera del 9 novembre 1989 fu incaricato di informare i mezzi stampa sulle riforme ai permessi di attraversamento del varco. Il malcapitato si ritrovò a dare delle interpretazioni personali di direttive che non gli erano totalmente chiare. Quando il giornalista italiano Riccardo Hermann gli chiese quando questi passaggi sarebbero stati possibili, complice il fatto che non fosse proprio un genio della comunicazione, Shabowski ebbe l’imprudenza di azzardare un ‘da adesso’. Fu così che una conferenza stampa sul nuovo ‘decreto sui viaggi’ si trasformò, suo malgrado, nella proclamazione ufficiale dello smantellamento del Muro.
Quella stessa sera, i primi abitanti di Berlino Est iniziarono increduli ad attraversare il confine.
Il 9 novembre ricorre il ventennale della caduta del Muro e la città è pronta per festeggiarlo con lo stile e la creatività che la contraddistinguono – non a caso, Berlino fa parte del Creative Cities Network dell’Unesco, la rete che unisce le “città creative” di tutto il mondo. Dallo scorso marzo infatti, è in corso la Domino Aktion, vale a dire il posizionamento di 1000 mega pedine da domino alte 2 metri e mezzo che si estendono per 2 chilometri sui due lati della Porta di Brandeburgo, quella dove un tempo si ergeva il Muro che divideva in due la città.
L’operazione non è stata chiamata ‘azione domino’ per niente: proprio come nel gioco del domino infatti, il giorno dell’anniversario, le pedine verranno fatte crollare in sequenza.

Riflessioni sull’importanza di sapere che cosa si vuole fare ‘da grandi’